Sanità umbra, Melasecche attacca: “Su Terni un altro segnale di marginalizzazione”
20/04/2026
Il possibile riassetto della sanità umbra riaccende la tensione politica attorno al ruolo di Terni nel quadro regionale. A sollevare il caso è Enrico Melasecche, capogruppo regionale della Lega, che punta il dito contro le indiscrezioni relative al nuovo Piano sanitario regionale e, in particolare, contro l’ipotesi di un trasferimento della sede dell’Usl da Terni a Foligno. Una prospettiva che, secondo il consigliere, avrebbe ricadute pesanti non soltanto sul piano organizzativo e sanitario, ma anche sotto il profilo economico, occupazionale e istituzionale.
Melasecche annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente alla Giunta per chiarire se le voci circolate nelle ultime ore abbiano un fondamento concreto e per chiedere alla presidente Stefania Proietti una presa di posizione ufficiale. Il tono dell’intervento è netto e inserisce la vicenda dentro una lettura più ampia, nella quale Terni sarebbe da tempo penalizzata da scelte politiche e amministrative che ne riducono progressivamente peso e funzioni.
Il timore di uno spostamento e l’attacco al nuovo Piano sanitario
Secondo l’esponente della Lega, il nodo non riguarda un semplice spostamento di uffici, ma un disegno più profondo di progressivo svuotamento del territorio ternano. Nelle sue dichiarazioni, Melasecche collega il possibile trasferimento della sede Usl a una più generale sottrazione di servizi, competenze e capacità decisionale, parlando apertamente di un’operazione che rischierebbe di impoverire ulteriormente un’area già segnata, a suo giudizio, da anni di squilibrio nei rapporti interni alla Regione.
Il consigliere regionale contesta anche il metodo con cui si sarebbe arrivati a queste ipotesi, sostenendo che le bozze del Piano sanitario sarebbero circolate in modo riservato, senza un confronto trasparente nemmeno con i consiglieri regionali. Da qui la richiesta di fare piena luce sui contenuti del documento e sulle scelte che potrebbero riguardare il futuro assetto della sanità nel centro-sud dell’Umbria.
La “vertenza Terni” e lo scontro sul futuro della città
Nell’intervento di Melasecche, il tema sanitario si intreccia con una critica più ampia alle politiche regionali rivolte a Terni. Il consigliere richiama il peso fiscale sostenuto dai cittadini ternani, il tema delle risorse redistribuite sul territorio, la questione del nuovo ospedale e altri dossier già al centro del confronto politico locale. Il quadro che ne esce è quello di una città che, secondo l’opposizione, continuerebbe a perdere centralità senza ricevere in cambio investimenti e certezze progettuali.
Per questo Melasecche propone l’apertura di un tavolo permanente mensile dedicato alla “vertenza Terni”, coinvolgendo istituzioni, parti sociali e cittadinanza. Nelle sue parole emerge anche un passaggio volutamente provocatorio ma politicamente significativo: la possibilità di valutare, in caso di ulteriore marginalizzazione, persino gli strumenti costituzionali che porterebbero a un referendum per il passaggio del territorio al Lazio.
Al di là della durezza dello scontro verbale, la vicenda riporta al centro una questione che in Umbria torna ciclicamente: il rapporto tra equilibrio territoriale, distribuzione dei servizi e rappresentanza istituzionale. Adesso l’attenzione si sposta sulla Giunta regionale e sui contenuti effettivi del nuovo Piano sanitario, da cui dipenderà la fondatezza delle accuse e la direzione che la Regione intenderà davvero imprimere al futuro della sanità umbra.
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