Flotilla, mozione urgente respinta in Consiglio Umbria
22/05/2026
Il Consiglio regionale dell’Umbria non ha ammesso all’ordine del giorno la mozione urgente sul sostegno alla spedizione Freedom Flotilla e sulla richiesta di un intervento immediato del Governo italiano. L’atto, presentato da AVS e firmato da tutti i consiglieri di centrosinistra, avrebbe richiesto per l’ingresso nei lavori dell’Aula la maggioranza dei due terzi dell’Assemblea, quota che non è stata raggiunta. La votazione si è chiusa con 12 voti favorevoli, espressi dai consiglieri di maggioranza, e 8 contrari, arrivati dall’opposizione. La proposta è stata quindi esclusa dalla discussione immediata.
Ricci chiede la presa di posizione dell’Assemblea
Prima dell’avvio dei lavori sugli atti già inseriti all’ordine del giorno, il consigliere regionale Fabrizio Ricci di AVS ha chiesto l’ammissione della mozione urgente, richiamando quanto accaduto ai partecipanti della missione Flotilla. Nel suo intervento, Ricci ha sostenuto che anche l’Assemblea legislativa umbra avrebbe dovuto esprimere una posizione sul trattamento riservato alle persone fermate, definito dal consigliere incivile e legato, secondo la sua ricostruzione, a un fermo avvenuto in acque internazionali.
La mozione chiedeva alla Giunta regionale di sollecitare il Governo italiano ad assumere iniziative concrete, compresa la richiesta di sanzioni nei confronti del governo Netanyahu e l’interruzione dei rapporti di collaborazione. Per i promotori, la gravità dei fatti giustificava l’urgenza della discussione in Aula, soprattutto alla luce della presenza di cittadini italiani coinvolti nella vicenda e del più ampio quadro umanitario legato alla situazione a Gaza.
Il voto divide Aula, maggioranza e opposizione
La richiesta di inserimento urgente non ha ottenuto il numero necessario di consensi. Per la minoranza è intervenuto Nilo Arcudi di Tp-Uc, che ha spiegato la contrarietà non rispetto alla solidarietà alla Flotilla né al carattere urgente della vicenda, ma ad alcuni passaggi del testo. In particolare, Arcudi ha indicato come delicato il riferimento alle sanzioni contro Israele, richiamando la complessità delle conseguenze anche sul piano economico.
Di segno opposto l’intervento del capogruppo del Partito Democratico, Cristian Betti, che ha sostenuto la necessità di discutere subito la mozione. Betti ha usato parole molto dure sulla situazione a Gaza e sul governo israeliano, affermando che la solidarietà non basta più e che servono atti politici concreti, comprese sanzioni in sede europea. Il capogruppo ha espresso rammarico per la mancata discussione, attribuendo all’opposizione la responsabilità di aver impedito all’Aula di pronunciarsi.
Il passaggio consiliare ha così trasformato la mozione sulla Freedom Flotilla in un terreno di forte confronto politico. Da una parte la maggioranza ha rivendicato la necessità di una presa di posizione immediata dell’Umbria su diritto internazionale, tutela dei cittadini coinvolti e crisi umanitaria; dall’altra l’opposizione ha ritenuto non condivisibili alcuni contenuti del documento, in particolare quelli relativi alle sanzioni. Il testo, non ammesso all’ordine del giorno, non è stato quindi discusso nel merito durante la seduta.
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