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Terzo settore in Umbria, passa la mozione a tutela delle associazioni locali

19/04/2026

Terzo settore in Umbria, passa la mozione a tutela delle associazioni locali

Il confronto sul futuro degli enti del terzo settore umbri entra in una fase più concreta con l’approvazione, da parte dell’Assemblea legislativa regionale, della mozione presentata dal capogruppo del Partito democratico Cristian Betti, dedicata alla tutela delle associazioni di promozione sociale e delle realtà che animano i territori attraverso manifestazioni identitarie, iniziative culturali e attività di comunità. Il voto favorevole della maggioranza, accompagnato dall’astensione delle opposizioni, restituisce il profilo di una questione che attraversa gli schieramenti politici ma che continua a produrre letture differenti sul metodo e sugli strumenti da adottare.

Al centro della discussione si collocano gli effetti dell’articolo 79 del Codice del terzo settore, una norma che sta suscitando forte preoccupazione tra associazioni, Pro Loco, comitati e altri soggetti non profit iscritti al Registro unico nazionale del terzo settore. Il punto più delicato riguarda la classificazione fiscale degli introiti, con il rischio che molte realtà, pur operando in ambiti civici e sociali, possano essere attratte nella disciplina del reddito d’impresa a causa della prevalenza di entrate considerate commerciali rispetto a quelle istituzionali.

Il nodo fiscale e il timore di un impatto pesante sui territori

La preoccupazione nasce da un passaggio tecnico che, nella pratica, rischia di produrre effetti profondi soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne, dove il terzo settore rappresenta spesso una presenza insostituibile. Sagre, feste popolari, eventi culturali, iniziative di valorizzazione delle tradizioni locali e momenti di aggregazione vengono spesso sostenuti da associazioni che reggono il proprio equilibrio economico su entrate miste, tra contributi, quote associative e attività temporanee di somministrazione.

È proprio su questo terreno che si concentra l’allarme lanciato in Aula. Se le entrate considerate commerciali dovessero risultare prevalenti, o comunque superare determinate soglie, molte associazioni potrebbero trovarsi davanti a obblighi fiscali e contabili molto più onerosi rispetto al passato. Per strutture piccole, spesso basate sul volontariato, questo passaggio potrebbe tradursi in una difficoltà reale di sopravvivenza, con conseguenze immediate sulla tenuta del tessuto sociale locale.

Nel dibattito è emerso con chiarezza che la questione non riguarda soltanto le Pro Loco, ma una platea più ampia di soggetti che, in forme diverse, contribuiscono a tenere vivi i territori. In molte realtà umbre, soprattutto quelle più fragili sul piano demografico ed economico, la continuità di queste esperienze coincide con la possibilità stessa di mantenere servizi, relazioni e occasioni di incontro che vanno ben oltre il singolo evento.

La mozione approvata e il confronto politico in Aula

La mozione impegna la Giunta regionale a muoversi su più fronti: chiedere al Governo e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti l’istituzione di un tavolo tecnico nazionale, promuovere il confronto con le rappresentanze del terzo settore, coordinarsi con la Conferenza delle Regioni e riferire poi all’Assemblea sugli sviluppi dell’interlocuzione istituzionale. L’assessore Fabio Barcaioli, intervenendo nel dibattito, ha confermato che alcuni passaggi sono già stati avviati, sia sul piano del rapporto con il Governo sia su quello del confronto con i soggetti umbri interessati.

La minoranza ha scelto l’astensione non contestando il merito generale del tema, ma criticando la decisione di non riportare l’atto in Commissione per un approfondimento con i portatori di interesse. Una posizione che ha trasformato la discussione in un confronto anche sul ruolo delle Commissioni e sul metodo con cui affrontare temi complessi e trasversali.

Al di là dello scontro politico, resta il dato sostanziale: la riforma fiscale del terzo settore viene percepita da molte associazioni umbre come un passaggio potenzialmente destabilizzante, che richiede chiarimenti rapidi e correttivi mirati. In questo quadro, l’approvazione della mozione assume il valore di un segnale politico preciso, rivolto a un mondo che nei piccoli centri, nelle frazioni e nei borghi continua a rappresentare una parte essenziale della vita collettiva umbra.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.