A Perugia due convegni Isuc per gli 80 anni della Repubblica italiana
20/04/2026
L’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana diventa a Perugia occasione per tornare a interrogare la storia non come esercizio celebrativo, ma come strumento utile a comprendere il presente. È con questo spirito che l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea promuove, per venerdì 24 aprile, due convegni ospitati nella Sala del Consiglio provinciale di Piazza Italia, costruiti attorno a due nuclei di riflessione che toccano aspetti centrali della vicenda repubblicana: il lessico politico che ne ha accompagnato la formazione e le trasformazioni delle leggi elettorali nella storia nazionale.
I due appuntamenti, previsti nel pomeriggio, si inseriscono in un programma che affida alla ricerca storica il compito di restituire complessità a parole, concetti e passaggi istituzionali spesso evocati in modo sbrigativo. La Repubblica, in questa prospettiva, non viene trattata come una formula già definita, ma come un processo culturale, politico e civile che ha attraversato fasi diverse e ha richiesto, nel tempo, interpretazioni, mediazioni e continui assestamenti.
Il lessico della Repubblica tra immaginario politico e costruzione istituzionale
Il primo incontro inizierà alle 15.30 e sarà dedicato a “Lessico e tradizione della Repubblica Italiana”. A presiedere i lavori sarà Alba Cavicchi, mentre l’introduzione sarà affidata al presidente dell’Isuc Alberto Stramaccioni. Il programma degli interventi mette insieme prospettive differenti ma strettamente connesse, a partire da quella di Gian Biagio Furiozzi dell’Università di Perugia, che affronterà il tema della “Repubblica immaginata”, fino al contributo di Valerio Marinelli, anch’egli docente dell’ateneo perugino, centrato sulla “Repubblica in azione”.
Accanto a questi interventi è previsto anche quello di Maurizio Ridolfi dell’Università della Tuscia, curatore del volume “Lessico per la Repubblica dal Risorgimento all’integrazione europea”, che offrirà una lettura più ampia delle parole e dei significati che hanno accompagnato l’idea repubblicana lungo un arco storico che supera il solo secondo dopoguerra. Il punto, in fondo, riguarda proprio la capacità del linguaggio politico di dare forma a una cultura istituzionale, di nominare i cambiamenti e di orientare la percezione collettiva di concetti come cittadinanza, partecipazione, sovranità e rappresentanza.
Dentro questa cornice, il convegno si annuncia come un momento di approfondimento di particolare interesse, perché affronta il tema repubblicano non soltanto nella sua dimensione giuridica o istituzionale, ma anche in quella simbolica e culturale, che spesso finisce per incidere in modo più duraturo sull’identità democratica di un Paese.
Le leggi elettorali come specchio della storia politica italiana
Alle 17 il programma proseguirà con il secondo convegno, dedicato a “Le leggi elettorali nella storia d’Italia tra rappresentanza e governabilità”. Ad aprire l’incontro saranno i saluti della presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi. Anche in questo caso la presidenza sarà affidata ad Alba Cavicchi e l’introduzione ad Alberto Stramaccioni, in una continuità che lega i due momenti dentro un unico percorso di riflessione sul funzionamento della democrazia italiana.
Gli interventi previsti affronteranno stagioni diverse della storia nazionale. Carmine Pinto dell’Università di Salerno parlerà del maggioritario nell’età liberale, riportando l’attenzione alle origini dei meccanismi di rappresentanza nello Stato unitario. Maurizio Ridolfi tornerà sul tema del proporzionale nella Repubblica dei partiti, cioè in quella lunga fase in cui il sistema politico italiano ha trovato nelle formule di rappresentanza una delle proprie chiavi di equilibrio. Stefano Ceccanti della Sapienza Università di Roma chiuderà con una riflessione dedicata al rapporto tra leggi elettorali e sistema politico nella storia d’Italia, affrontando un nodo che continua a essere decisivo anche nel dibattito contemporaneo.
La scelta di affiancare, nello stesso pomeriggio, una riflessione sul lessico repubblicano e una sulle regole della rappresentanza restituisce con efficacia il senso dell’iniziativa dell’Isuc. Da una parte ci sono le parole con cui la Repubblica è stata pensata, raccontata e difesa; dall’altra gli strumenti con cui ha organizzato la partecipazione politica e il rapporto tra cittadini e istituzioni. A Perugia, nell’anno dell’ottantesimo anniversario, queste due dimensioni tornano così a dialogare, offrendo al pubblico un’occasione preziosa per rileggere la storia italiana con uno sguardo più consapevole e meno superficiale.