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Umbria, San Giustino guida la classifica dei margini

04/05/2026

Umbria, San Giustino guida la classifica dei margini

San Giustino è il Comune umbro sopra i 10mila abitanti con il miglior Ebitda margin, pari al 19,9%, secondo l’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria sui bilanci depositati nel 2025 dalle società di capitali e riferiti all’esercizio 2024.

La mappa dei territori con imprese più solide

Lo studio fotografa la capacità dei sistemi produttivi locali di trasformare i ricavi in valore operativo, misurando quanto resta alle imprese dopo i costi intermedi e il costo del personale, prima di imposte, interessi, svalutazioni e ammortamenti. L’indicatore utilizzato, l’Ebitda margin, diventa così una lente per leggere la qualità della crescita economica, perché mostra la forza delle aziende nel generare margini utili per investire, assumere, innovare e affrontare fasi di difficoltà.

Ai vertici della graduatoria si collocano San Giustino, con il 19,9%, Gubbio, con il 16,1%, Marsciano, con il 12,2%, Amelia, con l’11,9%, Castiglione del Lago, con l’11,7%, e Assisi, con l’11,4%. Sono i territori che superano la soglia del 10%, considerata un riferimento significativo per valutare la capacità di sviluppo di un sistema produttivo.

Margini sopra il 10% e capacità di investimento

Secondo la Camera di Commercio, un margine superiore al 10% indica in media imprese più attrezzate ad autofinanziarsi, più credibili verso il sistema bancario e maggiormente capaci di sostenere nuovi progetti. Sotto quella soglia, invece, il tessuto produttivo può restare attivo nei volumi, ma con una minore capacità di trattenere valore dopo i costi.

Foligno si colloca esattamente sul 10%, mentre appena sotto si trovano Umbertide, con il 9,2%, Corciano, con l’8,8%, Orvieto, con l’8,6%, Bastia Umbra, con l’8,3%, e Todi, con l’8%. Più distante dalla soglia risulta un gruppo di Comuni che comprende Perugia, al 6,7%, Spoleto, al 6,3%, Terni, al 6%, Magione, al 5,9%, Città di Castello, al 4,1%, e Gualdo Tadino, al 2,1%.

Mencaroni: crescita legata a valore, innovazione e lavoro

Il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, evidenzia che la crescita non può essere misurata soltanto attraverso i ricavi, ma va letta anche nella capacità delle imprese di generare valore, trattenere margini e trasformarli in investimenti, occupazione e innovazione.

Il quadro regionale conferma una fase articolata. L’Ebitda margin medio dell’Umbria si attesta all’8%, sotto la soglia del 10% e al di sotto della media nazionale, pari al 9,1%. Rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia, il dato regionale migliora leggermente, passando dal 7,5% all’8%, mentre l’Italia passa dall’8,9% al 9,1%.

Anche il confronto provinciale mostra differenze interne: la provincia di Perugia registra un margine medio dell’8,2%, superiore al 7,4% della provincia di Terni. Le società di capitali, pur rappresentando circa il 29% delle imprese umbre, concentrano secondo le stime circa il 75% del fatturato complessivo regionale. Per questo l’analisi non descrive soltanto una graduatoria comunale, ma indica dove il sistema produttivo dispone di maggiori risorse per preparare il proprio futuro.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to