Lascito Mariani, fondi per l’ospedale di Città di Castello
07/05/2026
Il Lascito Mariani sarà destinato a investimenti per l’ospedale di Città di Castello, con interventi mirati su tecnologie, prestazioni sanitarie e servizi per l’Alto Tevere, secondo quanto riferito dalla consigliera regionale Letizia Michelini dopo la presentazione del piano da parte dell’Usl Umbria 1.
Nuove tecnologie per reparti strategici
Il piano di investimenti è stato illustrato durante la riunione congiunta delle commissioni consiliari “Servizi e partecipazioni” ed “Economica” del Comune di Città di Castello. Per Michelini, esponente del Partito democratico, il percorso avviato segna una nuova fase per la sanità tifernate, dopo un periodo in cui il territorio aveva atteso decisioni chiare sulla destinazione delle risorse collegate al lascito.
Secondo la consigliera regionale, il lavoro della Giunta guidata da Stefania Proietti, insieme alla Direzione Sanità regionale e all’Usl Umbria 1, consentirà di trasformare il patrimonio disponibile in interventi con effetti concreti per la comunità. Il punto richiamato da Michelini è il rispetto della volontà testamentaria, collegato alla necessità di utilizzare le risorse per rafforzare l’ospedale e la rete sanitaria dell’Alto Tevere.
Gli investimenti riguarderanno settori considerati centrali per l’attività del presidio, tra cui radiologia, cardiologia, oculistica, urologia, ginecologia ed emergenza-urgenza. L’introduzione di apparecchiature e tecnologie avanzate dovrebbe permettere ai cittadini di accedere sul territorio a prestazioni diagnostiche e terapeutiche che, finora, potevano richiedere il trasferimento verso altri presidi regionali.
Obiettivo ridurre attese, spostamenti e disagi
La consigliera Michelini ha collegato il piano alla possibilità di ridurre la mobilità passiva, contenere i tempi di attesa e alleggerire i disagi per pazienti e famiglie. Il rafforzamento dell’ospedale di Città di Castello viene quindi presentato come una scelta capace di incidere sia sulla qualità delle cure sia sull’organizzazione complessiva dei percorsi sanitari nell’area altotiberina.
Nel suo intervento, Michelini ha valorizzato anche il metodo seguito, fondato sulla collaborazione tra Regione, Direzione Sanità, Usl Umbria 1 e istituzioni locali. La consigliera ha indicato questa impostazione come parte di un lavoro più ampio sulla sanità umbra, basato sull’ascolto dei territori, sulla programmazione e su interventi orientati ai bisogni reali delle comunità.
Un passaggio specifico riguarda inoltre la medicina territoriale e i servizi rivolti alle persone più fragili. Michelini ha richiamato gli ambiti della non autosufficienza, della neuropsichiatria infantile, della salute mentale e dei disturbi dell’età evolutiva, settori sui quali, ha spiegato, sarà necessario mantenere un’attenzione costante.
Il Lascito Mariani viene così indicato come un’opportunità rilevante per rilanciare la sanità pubblica tifernate. La fase che si apre dovrà ora tradurre le risorse disponibili in interventi verificabili, capaci di rafforzare l’ospedale di Città di Castello e di offrire servizi più vicini ai cittadini dell’Alto Tevere.
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