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Giano dell’Umbria, invasi collinari per l’acqua locale

29/04/2026

Giano dell’Umbria, invasi collinari per l’acqua locale

A Giano dell’Umbria il tema dell’approvvigionamento idrico è arrivato oggi all’esame della Seconda commissione regionale, presieduta da Letizia Michelini, con l’audizione dei rappresentanti del comitato cittadino “Pro acque Giano dell’Umbria”. Il presidente del comitato, Primo Spaziani, ha parlato di un problema irrisolto da tempo e aggravato dalla scarsità idrica legata ai cambiamenti climatici, chiedendo un intervento capace di garantire sicurezza e continuità nella disponibilità d’acqua per il territorio.

Il comitato chiede una soluzione stabile per il territorio

Durante l’audizione, Spaziani, insieme a Marco Clementini, Gianfranco Santocchi e Graziano Giulivi, ha indicato nella realizzazione di invasi collinari una possibile risposta alla necessità di raccogliere, conservare e distribuire risorse idriche. Secondo il comitato, queste infrastrutture potrebbero contribuire a ridurre gli effetti dei periodi di siccità, sostenere l’agricoltura locale e favorire la tutela dell’equilibrio idrogeologico.

La richiesta è stata posta dentro un quadro che riguarda non soltanto Giano dell’Umbria, ma anche altri territori umbri non ricompresi nei Consorzi di bonifica. Proprio questa differenza organizzativa è stata richiamata nel corso del confronto, perché incide sulla capacità di programmare interventi e di individuare soggetti responsabili della gestione delle opere.

Il nodo dei Consorzi e il ruolo della Regione

Il vicepresidente della commissione, Enrico Melasecche, ha ricordato alcuni casi in cui sono i Consorzi di bonifica a realizzare invasi collinari, con risorse raccolte attraverso contributi dei cittadini e degli agricoltori per l’utilizzo irriguo dell’acqua. Dove questi enti non sono presenti, come nel caso di Giano dell’Umbria, secondo Melasecche devono intervenire la Regione e l’Afor, con l’obiettivo di superare le differenze oggi esistenti tra le varie aree del territorio regionale.

Fabrizio Ricci ha definito l’uso dell’acqua a scopo irriguo una questione in evoluzione continua, indicando gli invasi collinari come uno degli strumenti più importanti da prevedere nel medio e lungo periodo. La loro realizzazione, tuttavia, dovrebbe rientrare in una strategia più ampia, capace di mettere insieme fabbisogni agricoli, tutela ambientale e gestione delle risorse.

De Luca: invasi anche per accumulo energetico

L’assessore regionale Thomas De Luca ha assicurato che la Giunta sta lavorando a soluzioni concrete e ha confermato la volontà di intervenire per colmare la mancata omogeneità tra territori inseriti nei Consorzi di bonifica e aree che ne restano fuori. De Luca ha indicato il sistema degli invasi collinari tra gli obiettivi strategici della Regione, evidenziando anche la possibilità di utilizzarli per finalità energetiche.

Secondo l’assessore, l’eventuale inserimento di impianti fotovoltaici galleggianti potrebbe diventare uno strumento per sostenere economicamente gli interventi, anche attraverso forme di collaborazione pubblico-privata. La presidente Michelini ha confermato che la commissione proseguirà l’approfondimento con gli assessorati competenti, con l’obiettivo di arrivare a una proposta di risoluzione da sottoporre all’Aula, contenente impegni chiari per la Giunta regionale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.