Terni, Melasecche attacca il piano sul nuovo ospedale
27/05/2026
Il capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche, interviene sulla bozza del nuovo Piano sanitario regionale e accusa la maggioranza di voler ridurre il dimensionamento del futuro ospedale di Terni da 600 a 450 posti. Secondo l’esponente di opposizione, la scelta sarebbe ingiustificata rispetto alle necessità del territorio e al quadro complessivo dell’offerta ospedaliera dell’area ternana, anche considerando i posti previsti per il nuovo presidio di Cammartana e quelli attualmente disponibili negli ospedali di Narni e Amelia.
La critica sul numero dei posti e sul “Next generation hospital”
Melasecche contesta l’impostazione che, a suo giudizio, starebbe emergendo dalla bozza del Piano sanitario regionale, definita “fantasma” perché non ancora resa pubblica nella sua interezza. Il consigliere sostiene di aver chiesto in Aula alla presidente Stefania Proietti una copia del documento, lamentando la mancata diffusione del testo e collegando le indiscrezioni circolate a scelte considerate penalizzanti per alcuni territori.
Nel mirino del capogruppo leghista finisce anche la definizione di “Next generation hospital”, utilizzata per indicare la nuova struttura. Melasecche la interpreta polemicamente come un segnale di tempi troppo lunghi, sostenendo che ipotizzare una realizzazione al 2050 rappresenterebbe un problema per Terni e per le prospettive sanitarie della città. L’esponente dell’opposizione richiama inoltre il ricorso al Tar, che a suo avviso avrebbe prodotto conseguenze pesanti sul presente e sul futuro del progetto ospedaliero.
Un altro punto sollevato riguarda la sede dell’Asl Umbria 2. Melasecche parla di una volontà, mai smentita secondo la sua ricostruzione, di sottrarre a Terni il riferimento territoriale dell’azienda sanitaria, accusando il Partito Democratico e le forze di maggioranza di voler modificare equilibri istituzionali consolidati.
Sanità territoriale, liste d’attesa e scontro con il Pd
La nota contiene anche un attacco più ampio alla linea sanitaria del centrosinistra. Melasecche critica il richiamo del Pd alla sanità di prossimità, sostenendo che nei fatti molti cittadini sarebbero ancora indirizzati verso presidi lontani, come Branca o Città di Castello. Contesta inoltre le accuse rivolte alla precedente Giunta di centrodestra sui rapporti con il privato, affermando che il ricorso a prestazioni intramoenia e la crescita dei centri diagnostici sarebbero segnali di una situazione più complessa.
Il consigliere regionale respinge anche l’accusa di aver azzerato gli investimenti nella medicina territoriale, rivendicando l’apertura di nuove strutture sanitarie durante il governo regionale di centrodestra. Nella sua lettura, la presidente Proietti starebbe oggi inaugurando opere avviate in quella fase, senza riconoscere il lavoro precedente.
La parte finale dell’intervento richiama il tema fiscale e amministrativo, con un riferimento al dissesto del Comune di Terni durante la Giunta Di Girolamo e agli aumenti di addizionali e imposte regionali. Melasecche chiude collegando le scelte sanitarie, il futuro dell’ospedale e il peso tributario sui cittadini ternani, chiedendo maggiore chiarezza sul Piano sanitario e sulle reali intenzioni della maggioranza regionale.
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