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Rifiuti in Umbria, Arcudi: “Senza termovalorizzatore rischio nuove stangate sulla Tari”

06/03/2026

Rifiuti in Umbria, Arcudi: “Senza termovalorizzatore rischio nuove stangate sulla Tari”

Il dibattito sulla gestione dei rifiuti in Umbria torna al centro dell’attenzione politica dopo i dati diffusi dalla Regione sul calo dei conferimenti in discarica. Il consigliere regionale Nilo Arcudi, del gruppo Tesei Presidente – Umbria Civica, contesta l’interpretazione fornita dalla Giunta e sostiene che la riduzione registrata non rappresenti una soluzione strutturale al problema.

Secondo Arcudi, il calo del 23% dei conferimenti in discarica nel 2025 non deriverebbe da una vera riforma del sistema regionale dei rifiuti, ma sarebbe principalmente legato alla diminuzione dei rifiuti speciali provenienti da fuori regione e a una diversa gestione amministrativa dei flussi verso le discariche.

Per il consigliere regionale la questione centrale rimane quella dei costi sostenuti da famiglie e imprese attraverso la Tari, la tassa sui rifiuti.

Il nodo della chiusura del ciclo dei rifiuti

Arcudi sostiene che la Regione stia evitando di affrontare il problema principale: la mancanza di impianti in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del territorio regionale.

“Senza impianti adeguati – afferma – l’Umbria rischia di trovarsi di fronte a una scelta obbligata: continuare a utilizzare le discariche oppure spedire i rifiuti fuori regione”.

Entrambe le opzioni, secondo il consigliere, comporterebbero inevitabilmente costi più elevati per il sistema di gestione dei rifiuti, che finirebbero per riflettersi direttamente sulle tariffe pagate dai cittadini.

Il tema riguarda quindi non soltanto la gestione ambientale dei rifiuti, ma anche l’impatto economico sul sistema locale e sulle bollette di famiglie e imprese.

La proposta del termovalorizzatore

Arcudi indica come soluzione la realizzazione di impianti di termovalorizzazione, tecnologia utilizzata in diversi Paesi europei per trattare i rifiuti non riciclabili e produrre energia.

“In molte realtà europee – sostiene – la chiusura del ciclo dei rifiuti passa proprio attraverso questi impianti, che consentono di ridurre in modo significativo il ricorso alle discariche”.

Il consigliere sottolinea inoltre che questa scelta è stata adottata anche da numerose amministrazioni italiane, citando tra gli esempi il progetto promosso dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Secondo Arcudi, senza infrastrutture di questo tipo il sistema regionale continuerà a basarsi su soluzioni provvisorie che non risolvono il problema strutturale.

Critiche alle alternative tecnologiche proposte

Il consigliere regionale esprime anche scetticismo sulle prospettive tecnologiche indicate dalla maggioranza, in particolare sull’ipotesi di un sistema di gestione dei rifiuti basato sull’idrogeno.

A suo giudizio, al momento non esistono tecnologie industriali mature che possano sostituire gli impianti necessari per completare il ciclo dei rifiuti.

Arcudi conclude quindi chiedendo maggiore chiarezza sulle scelte strategiche future: senza decisioni concrete sugli impianti, sostiene, il rischio è quello di continuare a espandere le discariche e aumentare progressivamente il costo della Tari per cittadini e imprese.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.