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Politiche di genere in Umbria: le azioni messe in campo dalla regione

24/02/2026

Politiche di genere in Umbria: le azioni messe in campo dalla regione

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha preso atto della relazione del Comitato per il controllo e la valutazione sull’attuazione, nel biennio 2023-2024, delle “Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra uomini e donne”. Il documento è stato illustrato in Aula da Maria Grazia Proietti (Partito Democratico), che ha tracciato un bilancio delle azioni messe in campo dalla Regione, soffermandosi su organizzazione dei servizi, risorse economiche e andamento delle richieste di supporto.

Il passaggio in Aula rappresenta un momento di verifica istituzionale su una legge che interviene su un terreno complesso, nel quale prevenzione, tutela e accompagnamento delle vittime richiedono continuità amministrativa e coordinamento tra enti.

Reti territoriali e servizi: un sistema articolato

Secondo quanto riferito in Assemblea, nel biennio considerato l’attuazione della legge si è concentrata sul rafforzamento della governance e sull’estensione capillare dei servizi. Il sistema regionale si articola oggi in nove reti territoriali, corrispondenti a nove delle dodici Zone sociali umbre, e in una rete di centri antiviolenza distribuiti nei principali comuni: Perugia, Terni, Orvieto, Spoleto, Narni, Città della Pieve, Foligno, Gubbio, Città di Castello e Magione.

A questi si affiancano il Centro antiviolenza “Telefono donna”, attivo presso il Centro pari opportunità, e uno sportello presso il Comune di Gualdo Cattaneo. Sul versante dell’accoglienza in emergenza operano quattro case rifugio a indirizzo segreto, situate a Perugia, Terni, Orvieto e Narni, oltre a due case di semiautonomia a Perugia e Terni, destinate a percorsi di uscita dalla violenza che richiedono tempi più lunghi e un accompagnamento verso l’autonomia abitativa e lavorativa.

Tra le novità del 2024 viene segnalata l’istituzione e il potenziamento del Centro per uomini autori di violenza, attivato a Perugia, che interviene sul versante della responsabilizzazione e della prevenzione della recidiva.

Risorse e dati: cresce la domanda di aiuto

Il finanziamento delle misure è assicurato da fondi statali e regionali: nel 2023 sono stati stanziati 1,18 milioni di euro, cifra salita nel 2024 a circa 1,23 milioni. Un incremento che accompagna un aumento significativo delle richieste di supporto.

I dati raccolti attraverso il sistema Serena e l’Osservatorio regionale sulla violenza degli uomini contro le donne indicano un’espansione costante dei contatti: dai 1.491 registrati nel 2018 si è arrivati a 5.967 nel 2023. Nel 2024 le donne assistite in modo strutturato sono state 542, più del doppio rispetto al 2018. Il 56 per cento è di nazionalità italiana e il 69 per cento risulta regolarmente occupata, elementi che, come evidenziato in Aula, restituiscono l’immagine di un fenomeno trasversale per provenienza e condizione socio-economica.

La presa d’atto dell’Assemblea chiude la fase di rendicontazione del biennio, confermando la centralità delle politiche di genere nell’agenda regionale e ponendo l’attenzione sull’evoluzione dei bisogni e sulla necessità di mantenere alta la capacità di risposta del sistema territoriale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to