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Orvieto ricorda i Sette Martiri di Camorena: memoria, silenzio e responsabilità civile

30/03/2026

Orvieto ricorda i Sette Martiri di Camorena: memoria, silenzio e responsabilità civile

Orvieto ha rinnovato questa mattina il ricordo dei Sette Martiri di Camorena, i giovani Alberto Poggiani, Amore Rufini, Ulderico Stornelli, Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari e Dilio Rossi, uccisi dai nazifascisti il 29 marzo 1944. A ottantadue anni dall’eccidio, la città si è raccolta attorno a uno dei luoghi più simbolici della propria memoria civile, con il tradizionale corteo che ha riunito autorità, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, cittadini e familiari delle vittime.

Il momento centrale della commemorazione si è svolto al cippo di Camorena, dove è stata deposta una corona sulla pietra che custodisce i nomi dei sette giovani orvietani. La cerimonia è poi proseguita al vicino Cimitero del Commonwealth, mentre in mattinata erano già stati deposti fiori sulla lapide dedicata ai Martiri in Piazza XXIX Marzo. Un percorso scandito da gesti essenziali ma profondamente significativi, con cui la città ha ribadito il valore di una memoria che non vuole ridursi a rito formale.

Il corteo cittadino e una memoria che resta parte viva della comunità

Alla commemorazione hanno preso parte il sindaco di Orvieto Roberta Tardani, il vicesindaco Stefano Spagnoli, il presidente del consiglio comunale Stefano Olimpieri, insieme a consiglieri comunali, amministratori del territorio e rappresentanti delle comunità vicine. Presenti anche i sindaci di Porano, Baschi e Parrano, oltre a un rappresentante del Comune di Castiglione in Teverina, a conferma di un ricordo che supera i confini cittadini e continua a coinvolgere il tessuto istituzionale del comprensorio.

Accanto alle autorità, la presenza dei familiari dei Martiri e del presidente dell’Anpi ha dato alla cerimonia una dimensione ancora più intensa. In questi momenti il valore della commemorazione non si misura soltanto nella partecipazione, ma nella capacità di tenere uniti il piano storico e quello umano, la dimensione collettiva e la memoria personale. Camorena continua così a essere non solo un luogo del passato, ma uno spazio in cui la comunità si interroga sul significato più profondo della propria storia.

Le parole del sindaco Tardani: il silenzio di Camorena contro il rumore del presente

Nel suo intervento, il sindaco Roberta Tardani ha scelto di mettere al centro il contrasto tra il rumore del presente e il silenzio di Camorena. Un silenzio che, nelle sue parole, non è assenza, ma memoria viva, capace di parlare ancora oggi di libertà, giustizia e democrazia. Il richiamo è stato netto: queste conquiste non sono mai definitive e non possono essere considerate acquisite una volta per tutte, perché nascono da scelte, responsabilità e sacrifici che interrogano anche il presente.

Tardani ha collegato il valore della commemorazione alle tensioni internazionali e ai conflitti che continuano a minacciare la vita di milioni di persone, sottolineando quanto sia fragile la pace e quanto sia facile smarrire il senso del rispetto e della convivenza civile. In questa prospettiva, tornare ogni anno a Camorena significa scegliere consapevolmente di sottrarsi alla superficialità del tempo presente, per rimettere al centro parole e comportamenti che fondano la vita democratica.

Il messaggio affidato alla commemorazione va quindi oltre il ricordo dei sette giovani uccisi nel 1944. Camorena diventa il luogo in cui una comunità riafferma la volontà di distinguere il dialogo dallo scontro, il rispetto dall’odio, la responsabilità dalla banalizzazione. Ed è proprio in questa capacità di tornare sui luoghi della memoria senza svuotarli di significato che si misura la forza civile di una città.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to