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Giornata mondiale dell’endometriosi, dal Pd umbro un richiamo su prevenzione e tutele

30/03/2026

Giornata mondiale dell’endometriosi, dal Pd umbro un richiamo su prevenzione e tutele

La Giornata mondiale dell’endometriosi, in programma sabato 28 marzo, diventa anche in Umbria un’occasione per riportare l’attenzione su una patologia cronica che coinvolge un numero elevato di donne e che continua ad avere effetti rilevanti sul piano sanitario, sociale e lavorativo. A intervenire sul tema sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti, che sottolineano la necessità di rafforzare prevenzione, informazione e tutela del diritto alla salute.

Nella loro nota, i due esponenti dem ricordano che l’endometriosi è una malattia infiammatoria spesso invalidante e mettono in evidenza come anche sul territorio umbro siano numerose le donne che convivono con questa condizione. Il richiamo non si limita al piano simbolico della ricorrenza, ma punta a sollecitare una maggiore attenzione istituzionale su un problema che incide profondamente sulla qualità della vita e che, in molti casi, resta sottovalutato o affrontato con ritardi diagnostici significativi.

Una patologia cronica con forti conseguenze sulla vita quotidiana

Filipponi e Proietti ricordano che, secondo i dati indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità, l’endometriosi colpisce a livello globale tra il 10 e il 15 per cento delle donne in età fertile. Si tratta di una condizione che non produce soltanto effetti clinici, ma determina anche ricadute economiche e sociali molto pesanti, sia sul piano personale sia su quello familiare e professionale.

Nel richiamare uno studio economico della Fondazione Italiana Endometriosi, i consiglieri evidenziano come il costo annuo stimato per ogni donna affetta dalla patologia possa arrivare a 9.579 euro. A questo si aggiunge l’impatto diretto sui percorsi di studio e di lavoro: oltre una donna su quattro, secondo quanto riportato nella nota, subisce conseguenze negative sulla produttività e sulla progressione personale a causa del dolore pelvico cronico e delle limitazioni connesse alla malattia.

Il tema delle tutele e la richiesta di più sensibilizzazione in Umbria

Un altro aspetto evidenziato riguarda il riconoscimento delle tutele. L’endometriosi, nei casi più gravi, può portare al riconoscimento dell’invalidità civile, ma secondo i consiglieri regionali le percentuali previste dalle attuali tabelle INPS, anche alla luce delle revisioni tecniche richiamate dalla Fondazione Italiana Endometriosi, restano generalmente comprese tra il 10 e il 35 per cento. Una forbice che, a loro giudizio, lascia molte pazienti prive di strumenti adeguati sul piano assistenziale e lavorativo, nonostante la gravità dei sintomi e il peso della malattia nella vita quotidiana.

Da qui la richiesta di valorizzare la giornata del 28 marzo anche in Umbria, attraverso iniziative di sensibilizzazione e campagne informative dedicate. L’obiettivo indicato da Filipponi e Proietti è quello di accrescere la consapevolezza pubblica e istituzionale su una patologia che continua a richiedere diagnosi più tempestive, percorsi di cura più efficaci e un sistema di tutele maggiormente aderente ai bisogni reali delle pazienti.

Il messaggio politico si concentra dunque su un doppio fronte: da una parte la necessità di rafforzare prevenzione e informazione, dall’altra l’urgenza di riconoscere pienamente l’impatto dell’endometriosi sul diritto alla salute, sul lavoro e sulla qualità della vita. Un tema che, anche in ambito regionale, chiede di essere affrontato con continuità e con strumenti concreti.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.