Agrivoltaico a Citerno, Arcudi chiede verifiche alla Regione
03/06/2026
Il progetto agrivoltaico da quasi 34 megawatt previsto nell’area di Citerno, tra i Comuni di Castel Giorgio e Orvieto, arriva al centro di un’interrogazione alla Giunta regionale dell’Umbria annunciata dal consigliere Nilo Arcudi di Tp-Uc. L’iniziativa punta a chiarire lo stato autorizzativo dell’intervento e le valutazioni compiute su un territorio indicato come area di elevato pregio agricolo, ambientale, storico e paesaggistico, inserita nel contesto dell’Altopiano dell’Alfina.
Il nodo dei vincoli e del paesaggio di Citerno
Secondo Arcudi, il progetto riguarda un’area particolarmente delicata, nella quale sono presenti immobili sottoposti a vincolo da parte della Soprintendenza. Per questo il consigliere regionale chiede alla Giunta di verificare come siano state esaminate le osservazioni già depositate e se sia stato acquisito un parere specifico della Soprintendenza sulla compatibilità dell’impianto con il vincolo monumentale di Citerno.
Nel testo dell’interrogazione vengono richiamate anche le osservazioni tecniche e legali presentate dalla proprietà dei beni vincolati, insieme alle posizioni espresse dall’associazione Amici della Terra e dal comitato civico Alfina Viva. Le preoccupazioni riguardano il possibile impatto dell’impianto sui coni visuali, sull’assetto agricolo e sull’identità paesaggistica dell’area, con il rischio di una trasformazione profonda di un territorio considerato tra i più rappresentativi dell’Alfina.
Arcudi sollecita inoltre l’apertura di un confronto con i Comuni interessati, le associazioni e i residenti, ritenendo necessario un percorso di ascolto prima di ogni scelta definitiva. Al centro della richiesta c’è la salvaguardia della vocazione agricola e storica dell’area, oltre alla tutela di un paesaggio che rappresenta anche una risorsa per il turismo e per l’economia locale.
Rinnovabili e tutela del territorio, la richiesta di equilibrio
Il consigliere regionale precisa che lo sviluppo delle energie rinnovabili resta fondamentale, ma avverte che la transizione energetica non può tradursi in una trasformazione industriale incontrollata delle campagne umbre. La posizione espressa nell’interrogazione punta quindi a distinguere tra la necessità di aumentare la produzione da fonti pulite e l’esigenza di proteggere aree che custodiscono valori storici, ambientali e culturali.
Per Arcudi, l’Umbria deve continuare a investire sulle rinnovabili, ma senza sacrificare territori che contribuiscono a definire l’identità regionale. Il caso di Citerno diventa così un banco di prova per capire come conciliare impianti energetici, paesaggio, agricoltura e patrimonio storico, evitando decisioni che possano compromettere in modo permanente luoghi di particolare valore.
La richiesta rivolta alla Giunta è di fornire risposte puntuali sul procedimento, sui pareri acquisiti e sulle valutazioni compiute finora. L’obiettivo dichiarato è garantire massima attenzione a un’area nella quale la produzione energetica deve essere valutata insieme alla qualità del paesaggio, alla presenza di beni vincolati e alle aspettative delle comunità locali.
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